Quando un bambino parla serenamente a casa ma rimane in silenzio a scuola è più che naturale che un genitore si preoccupi e inizi a farsi qualche domanda.
Condizioni spesso confuse ma profondamente diverse: balbuzie e mutismo selettivo. Vedremo cosa sono, in cosa differiscono, quando possono coesistere e perché è fondamentale non aspettare che “passi da solo”.
Se desideri ascolare la diretta sul tema Balbuzie e Mutismo selettivo, tenuta dalla Dott.ssa Mazzocchi e Dottor Benedetti clicca qui.
Che cos’è la balbuzie
La balbuzie è un disturbo della fluenza verbale che rientra nei disturbi della comunicazione.
Si manifesta attraverso:
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ripetizioni di suoni o sillabe
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prolungamenti
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blocchi nel flusso del parlato
La ricerca scientifica ci dice che la balbuzie ha una base genetica e neurobiologica.
L’ansia non è la causa della balbuzie, ma può diventare una conseguenza, soprattutto quando la persona sperimenta difficoltà comunicative ripetute o reazioni negative dall’ambiente.
👉 Un bambino che balbetta è in grado di parlare e di esprimersi, anche se con fatica.
Che cos’è il mutismo selettivo
Il mutismo selettivo è invece un disturbo d’ansia, definito come tale anche dal DSM-5.
Si manifesta generalmente in età prescolare e consiste nell’incapacità di parlare in alcune situazioni sociali, nonostante il bambino:
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abbia competenze linguistiche adeguate
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parli normalmente in contesti percepiti come sicuri (per esempio a casa)
Un esempio tipico: Il bambino parla molto a casa, ma a scuola non riesce nemmeno a chiedere di andare in bagno.
È importante sottolinearlo con forza:
❌ il bambino non sceglie di non parlare
✅ il silenzio è il risultato di un blocco ansioso
Balbuzie e mutismo selettivo: non sono la stessa cosa
Anche se a volte possono coesistere, balbuzie e mutismo selettivo hanno origini diverse:
| Balbuzie | Mutismo selettivo |
|---|---|
| Disturbo della fluenza verbale | Disturbo d’ansia |
| Presenza di episodi tipici della balbuzie | Non è caratterizzato da episodi tipici della balbuzie |
| Il bambino parla nei diversi contesti (anche se a volte con fatica) | Il bambino parla solo in alcuni contesti |
| L’ansia può essere una conseguenza | L’ansia è il punto di partenza |
Possono presentarsi insieme?
Sì.
In alcuni bambini possono essere presenti sia balbuzie che mutismo selettivo. Al riguardo, attualmente, poche ricerche sono disponibili.
In questi casi può accadere che:
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la fluenza migliori grazie al lavoro sulla balbuzie
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ma in alcuni contesti il bambino continui a non parlare affatto
Questo è spesso un campanello d’allarme che suggerisce la presenza di un blocco ansioso, tipico del mutismo selettivo, oltre alla balbuzie.
Mutismo selettivo o semplice timidezza?
Questa è una delle confusioni più frequenti.
La timidezza:
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è un tratto caratteriale
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tende a ridursi nel tempo
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non è sempre prevedibile
Il mutismo selettivo:
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è un disturbo d’ansia
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persiste per mesi o anni se non trattato
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è prevedibile: il bambino parla sempre negli stessi contesti e tace negli altri
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può includere anche un congelamento corporeo e comunicativo
Dire “è solo timido, poi si sblocca” può purtroppo ritardare un intervento necessario.
Perché è importante intervenire precocemente
Le evidenze scientifiche mostrano che:
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il mutismo selettivo non trattato può evolvere in altri disturbi, come il disturbo d’ansia o fobia sociale.
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anche la balbuzie, se non presa in carico, può avere un impatto emotivo importante nel tempo
Intervenire presto significa:
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ridurre la sofferenza del bambino
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sostenere la comunicazione
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prevenire difficoltà emotive future
👉 Prevenire è sempre meglio che curare.
Come avviene la valutazione
La valutazione del mutismo selettivo dovrebbe essere multidisciplinare, coinvolgendo:
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logopedista formato
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psicologo o neuropsichiatra infantile
Il percorso valutativo include:
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colloquio anamnestico approfondito
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osservazione dei diversi contesti comunicativi
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questionari specifici per genitori e scuola
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analisi della comunicazione verbale e non verbale
Anche se il bambino non parla in seduta, la valutazione è possibile e fornisce informazioni preziose.
Il ruolo fondamentale dell’ambiente
In entrambi i quadri, di Balbuzie e Mutismo selettivo, l’ambiente è parte della terapia:
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genitori
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insegnanti
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educatori
Il modo in cui l’adulto risponde al silenzio, alle difficoltà e ai tentativi comunicativi può:
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ridurre l’ansia
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oppure rinforzarla involontariamente
Per questo il lavoro non è mai solo sul bambino, ma sul sistema che lo circonda.
Nella video-intervista trovi alcune strategie da mettere in pratica fin da subito, ascoltala qui.
Un messaggio per i genitori
Se hai dubbi sullo sviluppo comunicativo di tuo figlio:
-
chiedere una consulenza non significa “mettere un’etichetta”
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significa raccogliere informazioni e fare chiarezza
Un professionista formato saprà dirti se:
-
è opportuno approfondire
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oppure se è sufficiente monitorare nel tempo
In conclusione
Balbuzie e mutismo selettivo sono condizioni diverse, complesse e delicate.
Conoscerle è il primo passo per tutelare il benessere comunicativo ed emotivo dei bambini.
📌 Se sospetti difficoltà comunicative, non aspettare: informarsi e chiedere aiuto è già una forma di cura.
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Dott.ssa Maria Silvia Mazzocchi, Logopedista specializzata in balbuzie Dottor Giorgio Benedetti, logopedista esperto in balbuzie e mutismo selettivo
